L’ accoglienza. Prima di tutto.

 

La nostra comunità accoglie persone con disabilità psicofisica e sensoriale, con diversi livelli di necessità di supporto, sia in residenze che in strutture diurne per assisterle, riabilitarle e sostenerle nella espressione delle abilità e autonomie possibili.

In tutte le nostre realtà si privilegia la relazione come centro del nostro operato: un tipo di relazione dove l’ascolto dell’altro assume una rilevanza fondamentale, la relazione intesa in tutte le sue forme (verbale – non verbale).Di primaria importanza è l’ascolto anche inteso come attenta osservazione dell’altro, che potrebbe avere difficoltà ad esprimersi, al fine di poter accogliere i suoi bisogni nella maniera più reale, anche quando questi non possono essere espressi verbalmente e offrire una risposta adeguata.

 

La Comunità Capodarco di Perugia è autorizzata ad accogliere 40 persone nei centri socio-riabilitativi-educativi-diurni e ad accogliere 28 persone nelle proprie Residenze. Nel novembre 2008 la Comunità ha ottenuto il primo accreditamento istituzionale dalla Regione dell’Umbria. 

 

Come funziona

Il concetto di guaribilità è da noi sostituito con quello di curabilità, poichè la disabilità è anche e soprattutto una condizione di vita,una condizione esistenziale.Ecco perchè in questo caso per riabilitare una persona con disabilità bisogna necessariamente accompagnare la riabilitazione con la socializzazione e con l’educazione, sennò la riabilitazione rischia di essere arida e inefficace.Con questo concetto, si intende promuovere la capacità di esprimere i propri bisogni,potenziare le possibili autonomie personali e sociali e l’inserimento socio- occupazionale e l’auspicabile inserimento lavorativo.

La comunità gestisce in convenzione con la ASL 1 un centro socio-riabilitativo-educativo diurno per 40 persone, una comunità alloggio per 16 persone più 1 in emergenza,e una famiglia comunità “dopo di noi” per 8 persone più due in emergenza.In tutte queste realtà si intende il concetto di cura e di riabilitazione non solo come ripristino della funzione perduta, ma come compensazione,accompagnamento, contenimento dei processi di aggravamento e lo sviluppo delle potenzialità, al fine di poter vivere una vita più autonoma possibile con risposte e programmi personalizzati ed individualizzati.

Attività e destinatari

Le strutture della comunità sono principalmente rivolte a persone adulte con disabilità fisica, psichica e sensoriale che necessitano di opportunità aggiuntive alla vita familiare, per sperimentare nuovi modelli relazionali e ricevere sollecitazioni verso ulteriori forme di autonomia e verso lo sviluppo delle proprie potenzialità. La Comunità di Perugia ha inoltre iniziato una collaborazione con le istituzioni scolastiche, gli enti di formazione e con gli altri centri riabilitativi del territorio, indirizzata all’accoglienza nelle proprie strutture dei ragazzi “messi in prova” dal Tribunale per i Minori.